Visualizzazione post con etichetta Consumatori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Consumatori. Mostra tutti i post

sabato, gennaio 20, 2007

Sette miti da sfatare sui consumatori cinesi


Ecco sette miti da sfatare riguardo alla Cina:

1° Mito
Ci sono solo due tipi di consumatori: quelli di città e quelli delle campagne
1° Realtà
Il quadro è più articolato: c'è differenza fra città della costa e città dell'interno, mentre capita che i consumatori di campagna non differiscano da quelli di certe città

2° Mito
I cinesi hanno una passione per i marchi occidentali
2° Realtà
Sono attenti ai marchi, ma prediligono di gran lunga quelli nazionali

3° Mito
Gli adolescenti so comportano come in qualunque altro paese occidentale
3° Realtà
Amano la moda, ma sono addirittura più tradizionalisti dei loro genitori

4° Mito
Il sogno dei cinesi è comprarsi l'auto
4° Realtà
La casa è al primo posto

5° Mito
Il consumismo è tutto, oggi, in Cina
5° Realtà
I cinesi restano dei grandi risparmiatori perchè sono incerti sul loro futuro

6° Mito
I canali di distribuzione moderni sono presenti solo nelle città
6° Realtà
Supermercati e centri commerciali si stanno diffondendo dappertutto nl paese

7° Mito
La tv è il medium preferito dai cinesi
7° Realtà
In Cina si legge ancora molto, soprattutto libri

(via Sole 24 Ore del 16 gennaio 2007)

giovedì, dicembre 28, 2006

L'affitto come stile di vita


Prendere in prestito e restituire, affittare per un giorno, un mese o più e poi riconsegnare al mittente. Senza ripensamenti, fino alla prossima occasione. Un nuovo stile di vita, che sostituisce la proprietà perpetua con quella a tempo, ben consolidato all'estero e che in Italia si sta diffondendo sempre più: secondo i dati della Camera di Commercio di Milano negli ultimi anni i beni noleggiati in alcuni settori sono più che raddoppiati.

Perchè? Prima di tutto perchè i vantaggi sono molti: niente denaro investito a fondo quasi perduto, niente spese di gestione o di manutenzione, ma la garanzia di avere sempre prodotti dell'ultimissima generazione o perfettamente revisionati, la possibilità di prendee, restituire, sostituire senza pentimenti e senza riempirsi le cantine di oggetti inutilizzati o usati solo per un paio di volte all'anno.

E questo non sembra essere per forza uno stile di vita adatto a chi non ha molti soldi: anche ch dispone di denaro spesso ormai prefersice affittare piuttosto che acquistare, proprio perchè prevale la razionalità di non accumulare oggetti che presto diventeranno vecchi e inservibili.

Insomma, un'altra tendenza con cui dovremo fare i conti...

(via Sole 24 Ore del 18 dicembre 2006)

sabato, dicembre 16, 2006

You Witness: arriva il giornalismo 2.0

Si chiama You Witness ed è un nuovo servizio lanciato da Yahoo (in collaborazione con l'agenzia giornalistica Reuters) che promette di rivoluzionare il modo di fare informazione. Sulla scia delle numerose iniziative che già vedono in tutto il mondo come protagonisti i "prosumatori" (leggasi: consumatori che prendono parte attivamente nella produzione di contenuti di un prodotto/servizio), You Witness consente a chiunque si trovi a documentare un evento ritenuto rilevante, dalla cronaca al gossip, di inviare testimonianze ad un indirizzo di posta elettronica del sito. La redazione dell'agenzia si occuperà quindi di vagliarne l'attentibilità/autenticità e deciderà se pubblicare i contenuti sul portale.

Per il momento, i contenuti prodotti dagli "utenti-giornalisti" saranno pubblicati solo per arricchire il network di news di Yahoo e le ricompense per questi lavori consisteranno "solo" in una citazione d'onore per gli autori (Yahoo parla a proposito di "retribuzioni sociali").

In futuro invece, se l'iniziativa si rivelasse sostenibile (le problematiche ancora da sciogliere sono quelle relative all'attentibilità di foto e video, alla privacy, alla capacità di selezione dei contenuti inviati) si potrebbe anche arrivare a forme di condivisione con gli utenti dei profitti di vendita ad altri utilizzatori (da altri siti web fino alla carta stampata).

(Fonte della notizia: Paolo C. Conti su Nòva 24 del 14 dicembre 2006)

giovedì, novembre 02, 2006

Consapevolezze e incoscienze alimentari


Dalla newsletter di Herman Group alcuni interessanti spunti di riflessione sulle più recenti tendenze alimentari:
  • I consumatori hanno ormai compreso bene che gli hamburger, le fritture e le bibite analcoliche non sono affatto alimenti salutari;
  • Eppure, gli ultimi successi di nuovi piatti "oversize" (come il BK Stakers di Burger King) ci dicono che molti altri consumatori sono decisi a passare sopra ai consigli dei dietologi;
  • L'idea che sia in atto una specie di riflusso del salutismo alimentare, è avvalorata dalle testimonianze di alcuni chef dei più importanti ristoranti americani, quando dichiarano l'insuccesso dei menù a bassa percentuale di grassi e la riduzione di questo tipo di offerte;
  • E le porzioni sono diventate enormi, quasi il doppio di quelle della metà del secolo scorso!
  • Molti hanno trovato la soluzione: si fanno "incartare" gli alimenti che arrivano alla loro tavola!
  • Nei supermercati invece, gli alimenti cosidetti "light" sono in costante e dirompente ascesa: forse qualcuno di noi sta scegliendo di mangiare leggero a casa e di "godere" a ristorante?
  • Fermo restando il successo e le prospettive dell'alimentazione "sana" e biologica, sembra che gli atteggiamenti dei consumatori si stiano polarizzando sue due tendenze:
    • Il "voglio rimanere e mangiare sano perchè voglio vivere a lungo e stare bene"
    • Il "non voglio privarmi dei piaceri del buon cibo"
Staremo a vedere chi la spunterà...

venerdì, ottobre 27, 2006

Vegetariani!

Un interessante articolo di Davide Bernieri su GDOWeek analizza il target dei consumatori vegetariani ed offre lo spunto per un primo approfondimento su questa cultura emergente.

Partiamo dai numeri: una ricerca ACNielsen del 2004 stima i vegetariani italiani nel 9,5% della popolazione totale. Circa 6 milioni di persone, dalle più convinte alle più blande, che mostrano diffidenza (quando non proprio ostilità) verso la carne.

Le motivazioni che spingono le persone verso la cultura vegetariana somo svariate:
  • l'amore per gli animali
  • problemi di salute
  • necessità/volontà di seguire regimi alimentari più leggeri
  • per convinzioni etiche
  • per paura (vedi i recenti scandali della "mucca pazza" e dell'influenza aviaria)
  • per motivi di salvagurdia ambientale
  • per motivi religiosi
Naturalmente, esistono vari gradi di "adesione" alla cultura vegetariana, che variano a seconda delle motivazioni e anche dei periodi della vita (o della giornata: "stasera non mi va di mangiare carne!") di una persona. All'estremo opposto dell'adesione blanda o temporanea, ad esempio, ci sono gli "oltranzisti" vegani, che rifiutano oltre alla carne tutto ciò che sia di provenienza animale (e quindi anche latte, uova e derivati, miele e gelatine).

Va detto che essere vegetariani non è sempre economico, specialmente se si cercano particolari qualità (vedi "biologico"), o comodo (non tutti ad esempio hanno la possibilità di approvvigionarsi dal contadino...).

L'Associazione di riferimento è l'AVI (Associazione Vegetariana Italiana), che ha di recente sviluppato progetti per la diffusione della cultura vegetariana con colossi come Barilla e Autrogrill.

Insieme a Barilla, l'AVI ha curato nel 2002 la realizzazione di una guida interattiva (“Mangiarbene Vegetariano 2002. Guida gastronomica alla ricerca della tradizione e dei ristoranti vegetariani in Italia”), disponibile sul sito dell'associazione.

Autogrill, ha invece introdotto nuovi prodotti e menù vegetariani sviluppati in collaborazione con l'AVI e contrassegnati dal logo dell'associazione come garanzia.

E' tutto, per ora sui vegetariani.

(Fonte: GDOWeek n°346)