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mercoledì, gennaio 10, 2007

In Olanda la prima eco-discoteca


L'onda lunga del trend ecologista è arrivata anche nel mondo delle discoteche: Off Corso è una discoteca di Rotterdam che si propone di funzionare senza consumare neanche un chilowattora di energia, producendo in modo autonomo tutto il suo fabbisogno. Come? Attraverso una pedana che sfrutterà il movimento delle persone per trasformarlo in energia elettrica. Questa pedana, realizzata in collaborazione con l'Università di Delft, è composta da un materiale che quando viene compresso dai passi e dai salti di chi vi cammina sopra produce al suo interno una differenza di potenziale e, quindi, una corrente elettrica.

L'obiettivo finale è quello di realizzare un locale che possa funzionare a "impatto zero", ovvero senza consumare energia: si pensa quindi ad una copertura in erba, configurata per raccogliere l'acqua piovana da usare per lo sciacquone. Sempre sulla copertura verranno installati generatori di energia eolica per sfruttare il vento e pannelli fotovoltaici per utilizzare l'energia solare.

Per completare il quadro di una sensibilità ecologica a tutto tondo, è in fase di studio un menù di cibi riciclati (riutilizzando gli avanzi dei migliori ristoranti della città), mentre sul versante dell'animazione si prevede di coinvolgere VJ sensibili ai temi ecologici, che proporranno musica e immagini ispirate alla natura e al rispetto per l'ambiente.

All'interno del locale sarà inoltre possibile acquistare abiti o farsi modificare i propri utilizzando accessori e materiali di Kuyichi, un marchio che propone la "honest fashion", la moda onesta; che consiste nell'impiego di materie prime biologiche, prodotte e acquistate secondo i dettami del commercio equosolidale.

(via Bargiornale - Dicembre 2006)

mercoledì, novembre 08, 2006

Whole Foods e le sue "esperienze" biologiche


Whole Foods Market è la più grande catena di supermercati di cibo biologico del mondo: sono 187 i negozi sparsi fra Usa, Canada e Regno Unito (e altri 80 sono in previsone!) che più che vendere singoli prodotti si propongono di vendere un vero e proprio stile di vita. Nata nel 1980 su idea di un hippy vegetariano (John Mackey), la Whole Foods si è sviluppata con buon ritmo per i successivi 15 anni ed è letteralmente esplosa negli ultimi 10. Il successo è stato decretato dal progressivo gradimento di due target specifici: i sofisticati e danarosi baby boomers (consumatori nati fra il 1946 e il 1964) e i loro "allievi", i 20-30enni di oggi, molto attenti a tutto ciò che è ecologia.


La regola di questi supermercati è quella di lasciare ampio spazio alle "esperienze" piuttosto che al semplice "acquisto": ecco quindi che i prodotti freschi sono sistemati in cesti di bambù ed enormi casse di legno; i banchi frigo sembrano delle vere e proprie opere d'arte che cambiano ogni giorno, mentre i cartellini dei prezzi, scritti a mano uno ad uno, forniscono informazioni dettagliate su luogo di provenienza del prodotto, sulla sua storia e sul suo migliore impiego (molti includono anche un aneddoto o una curiosità, ad esempio: "Il Parmigiano Reggiano è il primo cibo ad essere stato utilizzato nella Stazione spaziale internazionale nella sua forma originale e naturale"). Lungo i corridoi dei negozi ci sono dei poster che ritraggono l'allevatore che ha fornito il latte o il contadino che ha fornito la verdura, con nome e cognome. I prodotti freschi infatti provengono per la maggior parte dalle piccole e medie fattorie locali.


L'offerta di Whole Foods, inoltre, non si limita solo al cibo: in vendita nei supermercati si trovano infatti anche mobili eoclogici, accessori e abiti organici, piante e fiori, prodotti per la cartoleria (ovviamente di materiali riciclati), libri, dischi, servizi di catering e perfino MP3 su vari argomenti da scaricare direttamente in negozio sul proprio lettore portatile. Il clima all'interno dei negozi è idilliaco e gli addetti sono estremamente cordiali (oltre sinceramente felici, vito che Whole Foods risulta al 15° posto nella classifica stilata ogni anno da Forbes sulle migliori 100 aziende per cui lavorare). L'azienda inoltre ha fatto dell'impegno morale una delle proprie caratterizzazioni principali: oltre a devolvere il 5% dei guadagni netti a organizzazioni non profit, ha anche dato vita a due fondazioni, la Whole Planet (che si occupa di elargire microcrediti a donne del terzo mondo) e la Animal Compassion (che si propone di educare gli allevatori ad una maggiore sensibilità e rispetto nel trattamento del proprio bestiame).

Ancora: ogni negozio è fortemente orientato al riciclaggio ed alla sostenibilità nell'uso delle risorse, tanto che diversi punti vendita hanno già installato pannelli solari per la produzione di energia elettrica.
Certo, come detto all'inizio, Whole Foods non vende prodotti ma uno stile di vita; tutte cose che alla fine hanno un costo (anche se le economie di scala non fanno lievitare di molto i prezzi) che non tutti si possono (o si vogliono) permettere. Per questo il target di questi supermercati è piuttosto selezionato: i punti vendita sono infatti generalmente installati in quartieri borghesi e ad alto tasso di scolarizzazione (spesso ai confini con i campus universitari).

(Fonte: Ventiquattro Magazine del 4/11/2006)

sabato, ottobre 28, 2006

Jeans Levi's biologici


La divisione Europea della Levi's ha annunciato il lancio dei Levi’s eco jeans. 100% cotone di produzione biologica e attenzione al processo produttivo, caratterizzano un prodotto che la Levi's vuole destinare ad un "consumatore evoluto, che ama il jeans e non vuole rinunciare alla qualità e allo stile, ma che ha anche profondamente a cuore l’ambiente".

I bottoni sono in cocco e in metallo non galvanizzato, rifiniti usando solo componenti naturali. I normali rivetti di rame sono sostituiti da cuciture rinforzate. I colori usati per tingere sono naturali.
Il processo ha ottenuto il marchio “Eko Sustainable Textile” dal Control Union Certification.

I jeans dovrebbero comparire nei negozi USA a partire da novembre e arrivare in Europa nella primavera 2007. Dovrebbero esserci anche i vecchi modelli di Levi's 506 e 570 certificati in cotone bio.

(via Ecoblog)