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martedì, novembre 07, 2006

Tribewanted, turismo tribale


"5.000 persone. 1 unica tribù. 1 isola delle Fiji. Si cerca una tribù"
Questo è il motto dell'iniziativa di Tribewanted, un'idea lanciata quest'anno da due giovani imprenditori inglesi, che intende creare una "tribù" di persone per dare vita ad una vera e propria eco-comunità su di un'isola delle Fiji.
Un po' sulla scia del format televisivo Survivor (noto da noi nella versione "Isola dei famosi"), questa specie di "sogno hippy" cerca 5.000 persone in tutto il mondo che costituiranno non solo una comunità virtuale, collegata attraverso il sito internet, ma anche reale che abiterà (100 persone per volta) e "colonizzerà" l'isola.
Le adesioni al progetto sono di tre tipi:
  • I "nomadi" pagano 210 $ per usufruire della qualità di socio per un anno e possono passare 7 notti sull'isola
  • I "cacciatori" pagano 420 $, sono membri per due anni e dispongono di 14 notti da passare sull'isola;
  • I "guerrieri" pagano 620 $, sono membri per tre anni e dipsongono di 21 notti
Quando verranno raggiunti i 5.000 soci, la tribù verrà formata ufficialmente e comincerà a prendere le prime decisioni (attraverso il voto online) su aspetti quali il nome della tribù, il tipo di infrastrutture che saranno necessarie e quali strategie seguire per costruire concretamente una comunità eco-compatibile e dedita all'ambientalismo.

(via Springwise)

Assicurazioni Verdi


Arriva notizia dalla Gran Bretagna della prima compagnia di assicurazioni "verdi": Ecoinsurance infatti promette ai propri clienti di contribuire a compensare, senza costi extra, il 20% delle emissioni di CO2 delle loro macchine attraverso investimenti in progetti di riforestazione e di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile. Inoltre, le polizze delle macchine che emettono meno di 100 grammi di CO2 per kilometro usufruiscono di un 10% di sconto e i clienti possono contare su una rete di eco-officine di riparazione (convenzionate con Ecoinsurance, che offre loro miglior i condizioni economiche purchè queste si assicurino di riciclare e smaltire ecologicamente scarti (come l'olio) e parti vecchie.

(via Springwise)

martedì, ottobre 31, 2006

Le "Giardinerie", un nuovo formato di Grande Distribuzione


Cito dall'articolo di Danilo Fatelli apparso su Mark Up di Ottobre 2006:
Il fenomeno, in Francia, ha raggiunto dimensioni e visibilità tali da meritarsi una citazione dall'ipercritico settimanale inglese The Economist. Stiamo parlando delle "giardinerie", calco alquanto inelegante, ma obbligato, della parola francese jardinerie che indica l'insieme delle moderne superfici specializzate in prodotti per giardinaggio, vita all'aria aperta e tempo libero. Le jardinerie rapprsentano una tipologia di Gss distinta dadi più tradizionali vivai o centri di giardinaggio: sono, anzi, un nuovo format distributivo. [...]. Il circuito delle giardinerie è caratterizzato da un forte tasso di concentrazione polarizzandosi su alcune insegne, succursaliste e associazioni fra indipendenti, quali Gamme Vert, Truffaut, Jardiland e la savoiarda Botanic, sbarcata in Italia con cinque punti vendita.
Il formato si pone in quel processo evolutivo dei sistemi distributivi che vede, in atitesi alla grande superficie despecializzata, l'affermarsi du concetti che propongono gamme amplissime di prodotti e servizi per un universo di consumi aggregati, in questo caso il giardino, la vita all'aria aperta e il tempo libero: siamo, insomma, di fronte ad un'Ikea del fuori casa e del giardino. Le aree merceologiche base sono giardinaggio (piante, sementi, fiori recisi, attrezzi e macchine) e animaleria (piccoli animali da compagnia, mangimi, acquari, ecc.), ma l'offerta si estende anche ad abbigliamento, arredo per giardino, prodotti da picnic e da barbecue, editoria specializzata, prodotti alimentari. [...]. All'origine del successo di questo format in Francia vi sono alcune circostanze favorevli quali l'adozione parziale della settimana lavorativa di 35 ore, e l'alta percentuale di case individuali; questi cenri però non soddisfano solo una richiesta di beni di consumo, ma anche di stili di vita. Il loro concept si ispira a progetti di difesa del verde, dello sviluppo sostenibile, della coltivazione con sistemi di risparmio idrico, di sensibilità per il mondo animale e di amore per natura e ambiente.

giovedì, settembre 21, 2006

Flexcar, il car sharing evoluto


Flexcar è un servizio di car sharing evoluto, nel senso che mette a disposizione dei propri clienti un ampio parco di macchine ibride o a bassa emissione di inquinanti, disseminate in diversi punti di (per ora) 7 città Usa: si telefona per prenotare, ci si reca al più vicino parcheggio Flexcar, si guida la macchina "condivisa" fino alla meta desiderata e, una volta terminato il giro, la si lascia in uno dei numerosi punti di restituzione presenti in città. Più che una alternativa all'autonoleggio, il servizio Flexcar si propone di esserlo al mero possesso di un'auto; come si legge dal sito: "Basta con le noie del noleggiare un auto; e anche delle spese derivanti dal possederne una. Benzina. Assicurazioni. Parcheggi. Manutenzione. Con il car sharing Flexcar è tutto a carico nostro". Una semplificazione della vita.

(via Tomorrow's Trends)