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giovedì, novembre 09, 2006

Un fast food da infarto!


A proposito di ironia nel proporsi sul mercato, molto curioso è il tentativo di un nuovo posizionamento nel campo dei fast food tentato da Heart Attack Grill, un ristorante (per ora unico) di Tempe, in Arizona. In un periodo di grande attenzione agli effetti nocivi dei cibi grassi in vendita in questi posti, Heart Attack Grill (letteralmente "La graticola dell'attacco di cuore") gioca su queste paure proponendo pietanze per amanti del rischio quali il Single Bypass Burger, il Double Bypass Burger e perfino il Triple Bypass Burger (4 strati di hamburger, più decine di altri strati fra pane, pancetta, insalata e formaggio; totale: 8.000 calorie), oltre naturalmente alle classiche patatine (per non smentirsi, fritte nel lardo).

A chiudere il capolavoro di ironia c'è l'ambientazione del locale, dove cameriere vestite come delle infermiere servono i clienti in comode sedie a rotelle. Altro che scaramanzia!

(via Ecoblog)

giovedì, novembre 02, 2006

Consapevolezze e incoscienze alimentari


Dalla newsletter di Herman Group alcuni interessanti spunti di riflessione sulle più recenti tendenze alimentari:
  • I consumatori hanno ormai compreso bene che gli hamburger, le fritture e le bibite analcoliche non sono affatto alimenti salutari;
  • Eppure, gli ultimi successi di nuovi piatti "oversize" (come il BK Stakers di Burger King) ci dicono che molti altri consumatori sono decisi a passare sopra ai consigli dei dietologi;
  • L'idea che sia in atto una specie di riflusso del salutismo alimentare, è avvalorata dalle testimonianze di alcuni chef dei più importanti ristoranti americani, quando dichiarano l'insuccesso dei menù a bassa percentuale di grassi e la riduzione di questo tipo di offerte;
  • E le porzioni sono diventate enormi, quasi il doppio di quelle della metà del secolo scorso!
  • Molti hanno trovato la soluzione: si fanno "incartare" gli alimenti che arrivano alla loro tavola!
  • Nei supermercati invece, gli alimenti cosidetti "light" sono in costante e dirompente ascesa: forse qualcuno di noi sta scegliendo di mangiare leggero a casa e di "godere" a ristorante?
  • Fermo restando il successo e le prospettive dell'alimentazione "sana" e biologica, sembra che gli atteggiamenti dei consumatori si stiano polarizzando sue due tendenze:
    • Il "voglio rimanere e mangiare sano perchè voglio vivere a lungo e stare bene"
    • Il "non voglio privarmi dei piaceri del buon cibo"
Staremo a vedere chi la spunterà...

venerdì, ottobre 27, 2006

Vegetariani!

Un interessante articolo di Davide Bernieri su GDOWeek analizza il target dei consumatori vegetariani ed offre lo spunto per un primo approfondimento su questa cultura emergente.

Partiamo dai numeri: una ricerca ACNielsen del 2004 stima i vegetariani italiani nel 9,5% della popolazione totale. Circa 6 milioni di persone, dalle più convinte alle più blande, che mostrano diffidenza (quando non proprio ostilità) verso la carne.

Le motivazioni che spingono le persone verso la cultura vegetariana somo svariate:
  • l'amore per gli animali
  • problemi di salute
  • necessità/volontà di seguire regimi alimentari più leggeri
  • per convinzioni etiche
  • per paura (vedi i recenti scandali della "mucca pazza" e dell'influenza aviaria)
  • per motivi di salvagurdia ambientale
  • per motivi religiosi
Naturalmente, esistono vari gradi di "adesione" alla cultura vegetariana, che variano a seconda delle motivazioni e anche dei periodi della vita (o della giornata: "stasera non mi va di mangiare carne!") di una persona. All'estremo opposto dell'adesione blanda o temporanea, ad esempio, ci sono gli "oltranzisti" vegani, che rifiutano oltre alla carne tutto ciò che sia di provenienza animale (e quindi anche latte, uova e derivati, miele e gelatine).

Va detto che essere vegetariani non è sempre economico, specialmente se si cercano particolari qualità (vedi "biologico"), o comodo (non tutti ad esempio hanno la possibilità di approvvigionarsi dal contadino...).

L'Associazione di riferimento è l'AVI (Associazione Vegetariana Italiana), che ha di recente sviluppato progetti per la diffusione della cultura vegetariana con colossi come Barilla e Autrogrill.

Insieme a Barilla, l'AVI ha curato nel 2002 la realizzazione di una guida interattiva (“Mangiarbene Vegetariano 2002. Guida gastronomica alla ricerca della tradizione e dei ristoranti vegetariani in Italia”), disponibile sul sito dell'associazione.

Autogrill, ha invece introdotto nuovi prodotti e menù vegetariani sviluppati in collaborazione con l'AVI e contrassegnati dal logo dell'associazione come garanzia.

E' tutto, per ora sui vegetariani.

(Fonte: GDOWeek n°346)