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martedì, dicembre 05, 2006

La GDO che aiuta i commercianti tradizionali? E' possibile solo a patto che...

... si tratti di una tipologia di GDO un po' particolare, come Metro.
Metro è una delle catene internazionali (la nazionalità e tedesca) leader nel settore del cash&carry, una tipologia di commercio un po' spuria (non è un ingrosso ma non si rivolge al consumatore finale) specializzata nella vendita di praticamente ogni genere di prodotto ai titolari di partita iva. In altre parole: un ipermercato per imprese.
I negozi del commercio tradizionale sono tra le principali (anche se non le sole) tipologie di clienti di Metro ed è per questo che la catena tedesca ha avviato il "Progetto Commercio Indipendente", che mette a disposizione dei commercianti-clienti un team di esperti capaci di ottimizzare praticamente ogni aspetto della vita di un negozio (dalla esposizione dei prodotti alle promozioni, dalla gestione economica dell'azienda al marketing).

Ovviamente il progetto non nasce perchè Metro ha sentito l'esigenza di aiutare il commercio indipendente in quanto tale; più praticamente risponde ad un'esigenza di fidelizzazione e di politica di marca nei confronti di una fascia importante di clienti. Tutto qui.

(via The Retailer)

mercoledì, novembre 08, 2006

Whole Foods e le sue "esperienze" biologiche


Whole Foods Market è la più grande catena di supermercati di cibo biologico del mondo: sono 187 i negozi sparsi fra Usa, Canada e Regno Unito (e altri 80 sono in previsone!) che più che vendere singoli prodotti si propongono di vendere un vero e proprio stile di vita. Nata nel 1980 su idea di un hippy vegetariano (John Mackey), la Whole Foods si è sviluppata con buon ritmo per i successivi 15 anni ed è letteralmente esplosa negli ultimi 10. Il successo è stato decretato dal progressivo gradimento di due target specifici: i sofisticati e danarosi baby boomers (consumatori nati fra il 1946 e il 1964) e i loro "allievi", i 20-30enni di oggi, molto attenti a tutto ciò che è ecologia.


La regola di questi supermercati è quella di lasciare ampio spazio alle "esperienze" piuttosto che al semplice "acquisto": ecco quindi che i prodotti freschi sono sistemati in cesti di bambù ed enormi casse di legno; i banchi frigo sembrano delle vere e proprie opere d'arte che cambiano ogni giorno, mentre i cartellini dei prezzi, scritti a mano uno ad uno, forniscono informazioni dettagliate su luogo di provenienza del prodotto, sulla sua storia e sul suo migliore impiego (molti includono anche un aneddoto o una curiosità, ad esempio: "Il Parmigiano Reggiano è il primo cibo ad essere stato utilizzato nella Stazione spaziale internazionale nella sua forma originale e naturale"). Lungo i corridoi dei negozi ci sono dei poster che ritraggono l'allevatore che ha fornito il latte o il contadino che ha fornito la verdura, con nome e cognome. I prodotti freschi infatti provengono per la maggior parte dalle piccole e medie fattorie locali.


L'offerta di Whole Foods, inoltre, non si limita solo al cibo: in vendita nei supermercati si trovano infatti anche mobili eoclogici, accessori e abiti organici, piante e fiori, prodotti per la cartoleria (ovviamente di materiali riciclati), libri, dischi, servizi di catering e perfino MP3 su vari argomenti da scaricare direttamente in negozio sul proprio lettore portatile. Il clima all'interno dei negozi è idilliaco e gli addetti sono estremamente cordiali (oltre sinceramente felici, vito che Whole Foods risulta al 15° posto nella classifica stilata ogni anno da Forbes sulle migliori 100 aziende per cui lavorare). L'azienda inoltre ha fatto dell'impegno morale una delle proprie caratterizzazioni principali: oltre a devolvere il 5% dei guadagni netti a organizzazioni non profit, ha anche dato vita a due fondazioni, la Whole Planet (che si occupa di elargire microcrediti a donne del terzo mondo) e la Animal Compassion (che si propone di educare gli allevatori ad una maggiore sensibilità e rispetto nel trattamento del proprio bestiame).

Ancora: ogni negozio è fortemente orientato al riciclaggio ed alla sostenibilità nell'uso delle risorse, tanto che diversi punti vendita hanno già installato pannelli solari per la produzione di energia elettrica.
Certo, come detto all'inizio, Whole Foods non vende prodotti ma uno stile di vita; tutte cose che alla fine hanno un costo (anche se le economie di scala non fanno lievitare di molto i prezzi) che non tutti si possono (o si vogliono) permettere. Per questo il target di questi supermercati è piuttosto selezionato: i punti vendita sono infatti generalmente installati in quartieri borghesi e ad alto tasso di scolarizzazione (spesso ai confini con i campus universitari).

(Fonte: Ventiquattro Magazine del 4/11/2006)

martedì, ottobre 31, 2006

Le "Giardinerie", un nuovo formato di Grande Distribuzione


Cito dall'articolo di Danilo Fatelli apparso su Mark Up di Ottobre 2006:
Il fenomeno, in Francia, ha raggiunto dimensioni e visibilità tali da meritarsi una citazione dall'ipercritico settimanale inglese The Economist. Stiamo parlando delle "giardinerie", calco alquanto inelegante, ma obbligato, della parola francese jardinerie che indica l'insieme delle moderne superfici specializzate in prodotti per giardinaggio, vita all'aria aperta e tempo libero. Le jardinerie rapprsentano una tipologia di Gss distinta dadi più tradizionali vivai o centri di giardinaggio: sono, anzi, un nuovo format distributivo. [...]. Il circuito delle giardinerie è caratterizzato da un forte tasso di concentrazione polarizzandosi su alcune insegne, succursaliste e associazioni fra indipendenti, quali Gamme Vert, Truffaut, Jardiland e la savoiarda Botanic, sbarcata in Italia con cinque punti vendita.
Il formato si pone in quel processo evolutivo dei sistemi distributivi che vede, in atitesi alla grande superficie despecializzata, l'affermarsi du concetti che propongono gamme amplissime di prodotti e servizi per un universo di consumi aggregati, in questo caso il giardino, la vita all'aria aperta e il tempo libero: siamo, insomma, di fronte ad un'Ikea del fuori casa e del giardino. Le aree merceologiche base sono giardinaggio (piante, sementi, fiori recisi, attrezzi e macchine) e animaleria (piccoli animali da compagnia, mangimi, acquari, ecc.), ma l'offerta si estende anche ad abbigliamento, arredo per giardino, prodotti da picnic e da barbecue, editoria specializzata, prodotti alimentari. [...]. All'origine del successo di questo format in Francia vi sono alcune circostanze favorevli quali l'adozione parziale della settimana lavorativa di 35 ore, e l'alta percentuale di case individuali; questi cenri però non soddisfano solo una richiesta di beni di consumo, ma anche di stili di vita. Il loro concept si ispira a progetti di difesa del verde, dello sviluppo sostenibile, della coltivazione con sistemi di risparmio idrico, di sensibilità per il mondo animale e di amore per natura e ambiente.

Ikea: dopo i mobili anche le villette!


Interessante segnalazione da Infocommercio: "La svedese Ikea, con la multinazionale delle costruzioni SkanSka, propone nel suo catalogo anche case prefabbricate (palazzine fino a 4 piani con appartamenti e villette) a prezzi varanti da 25.000 euro a 45.000 con il nome Boblok (in svedese, “vivere in modo ecocompatibile”). All’interno di ogni appartamento una o due camere da letto, cucina arredata, bagno con doccia e ripostiglio. La costruzione/assemblaggio viene realizzata da operai specializzati in meno di un mese. Nel 2007 verrà costruito a Glasgow in Scozia un intero quartiere “povero” Boblok".

(via Infocommercio)